Presentazione di Aiutiamo-ci

Leggo il titolo, che sembra essere già una affermazione di intenti : Aiutiamo.ci con quel giochino sottinteso d’ aiuto che nasce prima da se stessi e poi verso gli altri. Sbuffo automaticamente pensando all’enorme numero di associazioni no profit esistenti sul territorio della provincia di Torino , a dir poco saranno sicuramente diverse centinaia. Mi chiedo perché aderire a questa associazione ? cosa la contraddistingue ? cosa la differenzia ? calma ! una domanda alla volta ! Il mio lobo destro frontale protesta per l’atteggia- mento inquisitorio e chiede clemenza … allora immantinente il sinistro si appresta a spiegare con tono saccente . Il sottotitolo recita cosi’ : Aiutare gli altri per aiutare noi stessi. Sembra un mantra che incomincia a ripetersi all’infinito nelle mie sinapsi . Questa associazione si basa su una visione della società dove la condivisione e l’aiuto (tanto ! ) sono la normale regola di vita. Partendo dal nucleo base che è la famiglia ci prefiggiamo di sostenerla nei momenti di difficoltà e mai come in questi ultimi anni ce n’è stato bisogno ! dal punto di vista economico , legale , psicologico e morale . Un supporto tutto tondo come vuol essere e che si crea a sua volta, grazie alla messa in atto di raccolte alimentari , donazioni volontarie da soci e sostenitori nonché simpatizzanti , dal lavoro agricolo dei volenterosi sul territorio per ottenere prodotti sani e rispettosi dell’ambiente da poi redistribuire ai bisognosi. Ma anche grazie ai fondi recuperati durante le cene o i mercatini dove si cerca di vendere prodotti recuperati o creati da noi stessi e non ; in ultimo con il recupero di capi di abbigliamento dismessi ma ancora in buono stato . Il secondo importante soggetto che intendiamo coinvolgere è rappresentato dalle imprese locali cioè dai piccoli negozianti sul territorio, che soffrono non solo per la lunga crisi ma anche per l’ insostenibile concorrenza dei grandi supermercati.

Non si tratta però solamente di una banale redistribuzione di beni o servizi gratuiti perché alla base , oltre al tentativo di creare questo circolo virtuoso tra famiglie e piccole imprese , c’è un concetto o meglio un progetto o un deciso tentativo di mutare i soggetti bisognosi assistiti in protagonisti essi stessi al centro del sistema.

Ciò perché, ovviamente non si vuole solo fare una semplice assistenza e accontentare così le nostre coscienze e il nostro spirito altruistico ma vogliamo spingere queste persone ad essere fautrici del loro miglioramento e coscienti del loro potenziale.

Il mio lobo destro nel frattempo si era addormentato, tanto si sa quando incomincia a parlare il lobo sx apriti cielo non ce n’è per nessuno ! Comunque il destro qualcosa ha recepito nel sonno e il suo succinto riassunto suona così “ tu dai una cosa a me di cui ho bisogno e io faccio altrettanto con altri a patto di non andare nei campi - ho l’allergia al lavoro ! “

Stendiamo un velo pietoso su certe risposte ..ehm…ehm e ora il mio migliore augurio che vi possa fare è di essere voi stessi i promotori del cambiamento parafrasando il grande Gandhi.

Io mi sono iscritta però ho la mia personale motivazione : si da il caso che sia abituata alle comodità e quindi ho già contrattato con San Pietro la prenotazione per una suite nei Cieli .

E ora tocca a voi ! chi ha voglia di sporcarsi le mani e di mettersi in gioco ?

Alla prossima puntata.

Paola Massaro

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