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Il Principe blu cobalto

C’era una volta un principe azzurro che per colpa di un lavaggio sbagliato in lavatrice era diventato di colore rosa ed era lo zimbello del reame.
Rapidissimamente la fama del Principe rosa valicò i confini alla velocità mediatica dei cellulari.

Dalla parte opposta del reame viveva in una piccola cittadina , una ragazza di buoni principi , morigerata e sognatrice.
Il suo unico hobby era quello di suonare la chitarra in un gruppo rock di sole donne chiamato “Le dragonesse svolazzanti” .

Destino volle che il principe rosa e il gruppo delle Dragonesse
fossero invitati allo stesso talk show condotto da Maria De Filippi .
Il gruppo ovviamente, per una esibizione musicale e il principe rosa invece , per partecipare ad un dibattito a tavola rotonda sulla decadenza dei costumi e su quale fosse il significato odierno di una democrazia monarchica.

Una contraddizione in termini sembrerebbe ! pensò il conduttore . Le dragonesse dal canto loro erano anarchiche e apolitiche e per finire laiche e non credenti . Dietro il palco in attesa del loro turno avvenne lo scontro più che l’incontro . Mentre la giovine di nome Gesualda stava dipingendo , per dare una rinfrescata il logo del gruppo sulla batteria , venne travolta dal Principe rosa che stava cerando disperatamente i suoi occhiali .

Fu così che il barattolo di vernice blu cobalto si schiantò per terra raggiungendo con gli schizzi un raggio di un centinaio di metri .
Gesualda e il principe rosa , ora mutato in blu cobalto si guardarono in cagnesco per dieci minuti; il tempo necessario per togliere lo strato di blu cobalto posatosi sulle loro labbra.
Dopodiché i due dettero un saggio delle loro capacità verbali denigratorie .


Dall’altro lato però , incominciò imprevedibilmente a fare effetto la vernice accumulata sul loro corpo , provocando una seria manifestazione cutanea. Immediatamente i soccorsi li caricarono su di un camper , perché per i troppi feriti avevano esaurito le ambulanze e li trasportarono al più vicino centro ospedaliero.
Le esalazioni delle vernici avevano anche distorto e annebbiato le capacità cognitive dei nostri giovani e fu così che il Principe ex rosa e ora blu cobalto rivelò a Gesualda dove suo padre aveva nascosto la collezione di chitarre elettriche originali dei Rolling Stone.


Gesualda dal canto suo raccontò di quella volta in cui si era introdotta a scuola per uno scherzo nel bagno dei ragazzi .
Rapidamente persero conoscenza e furono intubati vista la loro gravità; ma per fortuna vennero anche immediatamente spostati in reparto , dove si svegliarono il giorno successivo .

Qui fu Amore a prima vista tra Gesualda e il dottore tirocinante e tra il principe blu cobalto e l’inserviente di nome Mario .
Da qui nacque il modo di dire “ un principe non fa un regno ma manco una primavera “ .
E tutti vissero moderatamente felici.

Paola Massaro

LA FAMIGLIA DE TAPPIS


C’era una volta ,
una giovane famiglia di tappi da lavandino . Erano della stirpe cromata quindi gente molto seria , a posto.
Lavoravano tutti con gran lena ma non avevano orari fissi . Ciò creava diversi problemi che angustiavano
Molto la mamma ( affettuosamente nominata – tappona – vuoi anche per la forma piena e rotonda .
La gestione della famiglia pesava , infatti , tutta sulle sue spalle anche perché i suoi “ tappini “ , come
Soleva chiamare con dolcezza i suoi bambini , erano ancora troppo piccoli .
Non erano ancora in grado di passare l’esame di categoria , che li avrebbe consacrati ufficialmente
Tappi di servizio . Erano necessari assolutamente anni di duro allenamento per raggiungere i punteggi
Più alti della classifica STQ:20 ( Standard tappi di qualita – ventesimo aggiornamento ) .
D’altronde questi tappini piccini avevano alle spalle una stirpe tanto illustre quanto lunga di antenati
Ma nonostante tali precedenti non sembravano affatto vogliosi di intraprendere questa carriera e
Perdevano gran parte delle loro giornate , giocando nei locali delle Rubinetterie.
Proprio a questo pensava nelle lunghe notti insonni il tappo supremo ( la più alta autorità della
Piccola comunita locale ) . Ma questa non era l’unica causa della sua insonnia .
Da poco nella gazzetta ufficiale Tappi & C. era apparsa una notizia , solamente un trafiletto , ma che aveva
Avuto il potere di sconvolgerlo fino alla fine della sua cordicella d’acciaio .
La novità riguardava una nuova scoperta di un materiale duttile e trasformista , frutto delle nuove
Tecnologie . Compattando diversi strati polimerici avevano ottenuto una somma che era di più degli
Addendi. In sostanza , questo agglomerato riusciva contemporaneamente ad essere impermeabile
E non , al tempo stesso rigido e flessibile . In realtà erano state pubblicate poche righe che sommaria-
Mente descrivevano gli obbiettivi raggiunti .
Ma la lungimiranza e la logica stringente del tappo supremo aveva visto molto più in là nel futuro e
Ne aveva captato già tutte o quasi le molteplici possibilità di utilizzo nei vari campi.
La sua mente era piena di funeste visioni come lavandini e vasche , contenitori dalle più disparate forme
Che si allungavano , stringevano o lasciavano passare i liquidi o li bloccavano .
Il suo tappo segretario , abituato ai repentini sbalzi di umore del suo capo , incominciò anch’egli a
Preoccuparsi ma tentò di rincuorarlo con i suoi pochi mezzi a disposizione .
Mentre la stanza risuonava di esclamazioni di sdegno e stupore , passava giusto lì vicino la giovane
Figlia del tappo supremo . Nota per la sua arguzia e curiosità , si bloccò al clamore sentito e si
Affacciò all’interno . La ragazza si concentrò sulla conversazione e dopo pochi istanti ruppe il silenzio .
Ma papà , perché sei così sconvolto dagli impieghi di questa futura lega ? e ancora con tono
Spazientito “ Ma come hai dimenticato che il nostro campo d’azione si è espanso miracolosamente
Proprio in questi ultimi anni ? “ Il tappo supremo e il suo segretario la fissavano come inebetiti .
Lei continuò imperterrita “ Ti ricordi ? là fuori c’è tutto un mondo di possibilità ! Pensate ad esempio
Ai buchi di bilancio ( quanti ce ne sono stati , eh ! ) e poi ai buchi delle casse dello stato che hanno
Causato il deficit pubblico e all’opposto le migliaia di buchi nelle tasche della gente e poi i buchi nella
Memoria ( a volte voluti e non ) , i buchi delle coscienze , i buchi del personale o delle maestranze
Generati da pensionamenti e/o licenziamenti .
Non dimentichiamo i buchi nel cuore che nascondono grandi sofferenze e dolore.
Per finire in bellezza , chi di noi a tavola non conosce l’osso buco ? Al che prorupperò in una fragorosa
Risata tutti e tre . Da allora i nostri tappi , di cui abbiamo seguito le gesta , seppero ritagliare un loro
Spazio nella società civile e vissero felici e contenti pur se ogni tanto fossero costretti a tapparsi occhi
E orecchie per andare avanti !!!

ma che cosa sta succedendo?

Il caldo imperversa ostinatamente . tutti lo subiamo e diventiamo sempre più schizzati ! i nostri politici ci danno segno di aver già passato lo stadio della liquefazione.
sembra che una barca carica di vite umane abbia tentato di dichiararci guerra ..............devo ridere o piangere ? il fossato che si sta creando tra i cittadini e i personaggi da noi eletti sta aumentando a dismisura, Sono stufa di ascoltare ogni giorno alla tv esimi personaggi esperti in non so che , parlamentari o eurodeputati etc che parlano, parlano e parlano uno sopra l'altro in una gara canora a chi alza più la voce. Come vorrei poter svegliarmi un giorno e scoprire un silenzio della classe politica ma che in realtà sia un silenzio carico di fatti , lavori mandati avanti , di norme applicate con intelligenza e buon senso . Vorrei che ci fosse un oscuramento televisivo ma desidero ancor di più sapere o meglio avere la certezza che stanno lavorando per il bene comune di tutta la cittadinanza, Basta ai duelli verbali agli insulti mediatici voglio vedere gente che lavora in silenzio e bene In realtà sono sicura che c'è qualcuno che fa i fatti e non solo parole e/o proclami , interviste televisive.
Perchè sono convinta che sotto sotto ci sia una foresta che cresce e io come tutti noi aspiro a diventarne parte . Magari come una bella rosa? no meglio una solida quercia !buona notte
paola massaro

Raccolta alimentare del 8/6/2019

Quel sabato fu per me il battesimo. Per la prima volta ebbi l’onore d’esserne parte attiva nel sollecitare l’altrui generosità. Come zecche fastidiose abbiamo abbordato ogni essere umano che oltrepassava le

porte del supermercato. Con cortesia e gentilezza nonché veloce efficacia abbiamo consegnato i moduli

stampati e predisposti con lo scopo di spiegare succintamente i nostri obbiettivi e la nostra identità nonché

elencando come collaborare alla raccolta alimentare in corso. E’ stato per me curioso osservare le molte-

plici espressioni umane assunte dai volti di decine e decine di persone di ogni età, razza o religione transitata di fronte a noi. Ho visto manifestarsi in pochi secondi facce stupite seguite da sbuffi di malcelata insofferenza oppure una veloce impassibilità con contemporanea sordità fatalmente giunta in quel momento. Ho sorriso di fronte alla candida ed genuina spontaneità di tante persone anziane che hanno risposto al nostro appello in maniera più che generosa ricordando e ricordandoci di come era stato terribile la fame patita durante la loro esistenza. Tante anche le persone che sono entrate di fretta ma hanno accettato di buon grado il nostro volantino per poi rivelarsi sensibili al di sopra delle nostre aspettative.

Alla fine di una intensa mattinata ci siamo di colpo resi conto d’aver riempito totalmente tutte le scatole di cartone , gentilmente offertoci dal proprietario del supermercato. Chi più chi meno ma tanti avevano sommessamente e senza tanto clamore, risposto al nostro invito alla generosità e tante furono le scatole

Riempite e chiuse pronte per essere trasferite in altri luoghi preposti (solitamente di fortuna).

Durante l’arco della giornata trascorremmo insieme tutta la mattinata io e Fabio e la nostra sorridente

responsabile Carmen. Successivamente giunsero per nostra fortuna … Riccardo e Silvana e ci liberarono

lo spazio occupato dalle tante scatole riempite. In breve si creò una piccola catena umana, una sorta di

nastro trasportatore che mise le gambe a questi contenitori poi stivati nel bagagliaio di un furgone geneticamente modificato e ridotto apparentemente ai ranghi di una autovettura. Non voglio dimenticare la solarità del sorriso di Donatella, accorsa anche lei per dare il suo aiuto/contributo.

Nonostante la sua timidezza (era forse perché giocava in casa?) io e lei abbiamo formato una piccola squadra vincente: un po’ come le due scimmiette, io a gran voce annunciavo la raccolta alimentare mentre

Lei consegnava lesta i volantini alle persone. Al pomeriggio si alternò un po’ di calma rispetto ad una mattinata frenetica. Spesso riconoscemmo volti già passati nel mattino con piacere ricambiato.

Con gioia ebbi la conferma che l’altruismo prescinde le razze e ricevetti ogni offerta con il mio profondo

Senso di riconoscimento. Una menzione particolare merita questo caso. Alla cassa venimmo chiamati

Dal personale e una signora ci disse di prendere l’equivalente di un carrello pieno zeppo di spesa.

Passato il primo attimo di stupore completo per le dimensioni dell’offerta ci siamo tutti ovviamente

lanciati nei nostri più caldi e sentiti ringraziamenti e abbiamo saputo che il mandante del “fattaccio”

era una giovincella di soli 93 anni ! che aveva dato questa commissione alla sua badante.

Ci siamo ripromessi di invitarla ad una delle prossime riunioni dell’associazione e raccontarle i nostri

Progetti. Così alle 20 si concluse questa giornata ricca di persone e d’emozioni che rimarranno nel mio cuore.

Paola Massaro

Mai più soli

Cosa vuol dire essere soli ? Essere sufficientemente lontani da ogni fonte di vita umana, vegetale
animale o essere in mezzo ad una moltitudine ind
ifferente che ti ignora beatamente ?
Sembrano concetti opposti ma il dolore è lo stesso . Li si riconosce dallo sguardo . Li ho già visti
Qualche volta . Li si nota passeggiare ,ma forse è più corretto dire vagare con gli occhi mesti e 
Una postura triste , speranzosi di incontri fruttuosi di nuove amicizie. Ma la vita ci fornisce premu-
Rosamente tante fertili occasioni per poter rimanere soli , volenti o nolenti e per il resto ci pensa
Il nostro libero arbitrio . L’essere umano è solitamente considerato come una specie sociale ,abi-
Tuata a relazionarsi con il prossimo e bisognosa di tali legami affettivi . Ma ci si mette in mezzo 
Anche questa moderna società : vuoi per la caduta libera di valori come la carità , la condivisione
E la stabile ascesa di concetti edonistici e di opportunismo e vuoi per anche queste struttu-
Re abitative che tutelano l’intimità ma non favoriscono le relazioni sociali e per mille altre ra-
Gioni. Si sono perse nel nome della modernità le strutture familiari e sociali che erano barriere
Di difesa di maggiori rapporti e collaborazioni con i propri simili .Certo però che per la nostra 
Categoria : i cattolici , dovremmo essere immuni alla piaga della solitudine . Angeli e spiriti benigni
Sono sicuramente una compagnia apprezzata ma non guasterebbe per noi umani un po’ di 
Fisicità . Quando però si vive nella corrente dell’amore universale , scaturisce prepotente una
Curiosa sensazione di connessione con tutti gli altri esseri viventi : uomini , donne , animali 
E vegetali . Ciò ci rende nel nostro intimo sicuri di non essere mai soli .
Quindi da domani , anzi da ora girati e guarda negli occhi il tuo vicino , la tua famiglia , la comu-
Mità in cui vivi e scoprirai negli altri , con sorpresa le tue stesse necessità .
Mai più soli.

LA STORIA DI UNA SCALA E DEI SUOI GRADINI.

C'era una volta, un gradino assai piccino
dalle origini nobili e dai sentimenti stabili
Era figlio di un magico incon
tro inaspettato
tra una scala mobile del supermercato
e un ascensore montacarichi appena restaurato
Dal padre aveva preso lo spirito di servizio
dalla madre la golosità come vizio
grande era il coraggio che scorreva nelle sue vene
ma, pesante, era anche il carico delle sue pene
Si sentiva pronto ad un grande futuro
ma per ora il suo destino sembrava assai scuro
Un giorno il fato fu a lui propizio
perché gli evitò di cadere in un precipizio
nella buia giornata di un solstizio
decise di colpo di tenere un comizio
per avvertire tutte le genti 
di colossali e strani movimenti
che aveva scoperto investigando
ma di cui lui sapeva tutto eccetto il quando
però era enorme la sua preoccupazione
al pensiero di una possibile rivoluzione
se avesse svelato il grande segreto
che il vino invecchiando diventa aceto !
Oh scusate, ma mi son sbagliato..
il segreto è un altro ed è ben celato 
E' in corso, dicono, una ristrutturazione
ma intanto regna una grande confusione
han preso di mira tutte le scale
perché secondo certi son fatte male
stanno smantellando tutti i gradini
si proprio loro, i nostri bambini
hanno comunque una loro giustificazione
che è giusta, fuor di dubbio, come motivazione
si tratta di tutelare i diritti sacrosanti
di una fetta di popolazione e sono tanti!
il diritto di accedere in qualsiasi struttura
che dovrebbe essere già la base di ogni cultura
e così chi ci ha rimesso 
non ha potuto prendersela con il reo confesso
perché nessuno ha ammesso le sue colpe
perché pensano di essere più furbi di una volpe
allora le scale si sono arrabbiate 
e all'unisono si sono ribellate
compatte han preso la decisione
e lo hanno detto anche alla televisione
domani è deciso e noi emigreremo
e così successe in un battibaleno
andremo la dove ci accetteranno
perché è già sicuro e sempre lo fanno
La, dove l'amore ,
è così potente , d'avere uno spessore
metteremo su casa e lavoreremo
e le scale del Paradiso
finalmente noi saremo.

MASSARO PAOLA

Presentazione di Aiutiamo-ci

Leggo il titolo, che sembra essere già una affermazione di intenti : Aiutiamo.ci con quel giochino sottinteso d’ aiuto che nasce prima da se stessi e poi verso gli altri. Sbuffo automaticamente pensando all’enorme numero di associazioni no profit esistenti sul territorio della provincia di Torino , a dir poco saranno sicuramente diverse centinaia. Mi chiedo perché aderire a questa associazione ? cosa la contraddistingue ? cosa la differenzia ? calma ! una domanda alla volta ! Il mio lobo destro frontale protesta per l’atteggia- mento inquisitorio e chiede clemenza … allora immantinente il sinistro si appresta a spiegare con tono saccente . Il sottotitolo recita cosi’ : Aiutare gli altri per aiutare noi stessi. Sembra un mantra che incomincia a ripetersi all’infinito nelle mie sinapsi . Questa associazione si basa su una visione della società dove la condivisione e l’aiuto (tanto ! ) sono la normale regola di vita. Partendo dal nucleo base che è la famiglia ci prefiggiamo di sostenerla nei momenti di difficoltà e mai come in questi ultimi anni ce n’è stato bisogno ! dal punto di vista economico , legale , psicologico e morale . Un supporto tutto tondo come vuol essere e che si crea a sua volta, grazie alla messa in atto di raccolte alimentari , donazioni volontarie da soci e sostenitori nonché simpatizzanti , dal lavoro agricolo dei volenterosi sul territorio per ottenere prodotti sani e rispettosi dell’ambiente da poi redistribuire ai bisognosi. Ma anche grazie ai fondi recuperati durante le cene o i mercatini dove si cerca di vendere prodotti recuperati o creati da noi stessi e non ; in ultimo con il recupero di capi di abbigliamento dismessi ma ancora in buono stato . Il secondo importante soggetto che intendiamo coinvolgere è rappresentato dalle imprese locali cioè dai piccoli negozianti sul territorio, che soffrono non solo per la lunga crisi ma anche per l’ insostenibile concorrenza dei grandi supermercati.

Non si tratta però solamente di una banale redistribuzione di beni o servizi gratuiti perché alla base , oltre al tentativo di creare questo circolo virtuoso tra famiglie e piccole imprese , c’è un concetto o meglio un progetto o un deciso tentativo di mutare i soggetti bisognosi assistiti in protagonisti essi stessi al centro del sistema.

Ciò perché, ovviamente non si vuole solo fare una semplice assistenza e accontentare così le nostre coscienze e il nostro spirito altruistico ma vogliamo spingere queste persone ad essere fautrici del loro miglioramento e coscienti del loro potenziale.

Il mio lobo destro nel frattempo si era addormentato, tanto si sa quando incomincia a parlare il lobo sx apriti cielo non ce n’è per nessuno ! Comunque il destro qualcosa ha recepito nel sonno e il suo succinto riassunto suona così “ tu dai una cosa a me di cui ho bisogno e io faccio altrettanto con altri a patto di non andare nei campi - ho l’allergia al lavoro ! “

Stendiamo un velo pietoso su certe risposte ..ehm…ehm e ora il mio migliore augurio che vi possa fare è di essere voi stessi i promotori del cambiamento parafrasando il grande Gandhi.

Io mi sono iscritta però ho la mia personale motivazione : si da il caso che sia abituata alle comodità e quindi ho già contrattato con San Pietro la prenotazione per una suite nei Cieli .

E ora tocca a voi ! chi ha voglia di sporcarsi le mani e di mettersi in gioco ?

Alla prossima puntata.

Paola Massaro